Bagnaresi famosi - Comune di Bagnara di Romagna

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Bagnaresi famosi

 

In un documento del 1475 è citato l'illustre bagnarese Pietro Andrea Morsiano (discendente di Morsiano Fortebraccio Morsiani cavaliere dell'ultima crociata feudale), "lettore di medicina e chirurgia ", autore di un trattato sullo stesso argomento e antenato di una famiglia tuttora esistente in Bagnara, nota oggi anche per un importantissimo allevamento di cani San Bernardo (vedi Villa Morsiani).
 
Pietro Bacchi detto il Bagnara fu invece frate, pittore, umanista. Nacque a Bagnara circa nel 1511. Studiò pittura a Imola e Bologna. A trent'anni si fece frate, quindi si laureò e divenne predicatore. Riprese la pittura a Padova e a Ravenna. Lasciò oltre una quindicina di opere tra cui: Madonna con il bambino in gloria tra i SS. Giovanni Battista e Agostino; Madonna con il bambino S. Anna e S. Giovannino (entrambe al Museo Civico di Padova); Sacra conversazione con S. Anna e S. Giovannino (S. Maria Nuova Asti); Moltiplicazione dei pani (affresco nel refettorio del Monastero di S. Maria in Porto a Ravenna in seguito andato perduto); Viaggio al Calvario nella Chiesa di S. Maria della Passione a Milano (ma ne esistono altri due esemplari, uno nella Chiesa di San Pantalone a Castiglione di Ravenna e uno nella Chiesa di S. Maria in Porto a Ravenna); Madonna del Rosario in Pinacoteca a Imola.
 
La vita del Bacchi è tuttora oggetto di studio. Il Prof. Giovanni Morsiani, agli inizi del '900, gli dedicò una tesi di laurea in Storia dell'Arte; recentemente gli sono stati attribuiti un martirio di S. Emmerano (presso una collezione privata), un San Lorenzo nella chiesa di San Lorenzo a Imola (l'opera originale è riaffiorata in occasione di un restauro, dopo che era stata ridipinta in modo infelice). È poi stata ritrovata una Madonna col bambino, San Lorenzo, San Giovanni Battista e Sant'Ubaldo, trafugata al tempo di Napoleone ed ora esposta nella chiesa di San Giorgio a Seguro (Milano) sebbene di proprietà della pinacoteca Brera di Milano. Sono inoltre stati attribuiti al Bacchi vecchi affreschi nel santuario di Fornò, presso Forlì, altri sbiaditi affreschi, con scene della vita di S. Apollinare nella basilica di S. Apollinare Nuovo a Ravenna, e altri ancora sono parzialmente visibili nella chiesa di Santa Maria in Regola, Imola. Pietro Bacchi morì nell'imolese Monastero di S. Giuliano in una data da porsi tra il 1590 e il 1595.

Un famoso malvivente bagnarese fu invece Giovanni Garzetta che nel 1586 si mise a capo di una banda di terribili malfattori. Il legato pontificio, cardinal Salviati, assoldò il Garzetta per sgominare altri banditi, ma qualche storico concluse che il rimedio fu peggiore del male. Allora il pontefice in persona mandò un commissario straordinario a Bagnara con molte milizie, con l'ordine di stanare quel bandito, ma inutilmente, cosicché le strade del comune continuarono ad essere oggetto di omicidi per rapina, una causa di morte che nel 1590 superò tutte le altre.
 
Don Bartholomeo Bacchi (o Bacchilega) nacque il 23 agosto 1612, fu "umanista, erudito in lettere, si distinse in pietà e dottrina, lasciò molti detti e molti scritti, lavorò sempre per la salute delle anime combattendo la perniciosa ignavia" come recita il suo atto di morte redatto dal parroco del tempo nel mese di giugno del 1676. I suoi scritti sono tuttavia andati perduti.
 
Nel Seicento visse pure il benefattore Sebastiano Garuffi , che lasciò i suoi beni "a pro dell'anima sua et per altri degni rispetti".
 
Un'altra benefattrice visse nel secolo successivo, e fu donna Domenica Maria Marescotti in Cacchi, che il 12 aprile 1748 fece testamento lasciando una rendita di tre scudi annui da assegnare ad una "pulzella povera e di buoni costumi" che stesse per convolare a nozze. Questo beneficio fu detto "dote di S. Anna" e fu assegnato l'ultima volta nel 1914.
 
Nel campo della sanità merita di essere ricordato il dottor Pietro Francesco Serra , nominato medico (ma non chirurgo) di Bagnara nel 1763. Due anni dopo dovette lavorare sodo per far fronte ad una difficile emergenza dovuta al diffondersi in paese della malaria, con le cosiddette "febbri terzane". Nel 1766 poté offrire al consiglio comunale un suo trattatello, su carta stampata e rilegata in cartapecora, con sue osservazioni sui fenomeni patologici dell'anno precedente.
 
Il 19 settembre 1783 nacque invece mons. Gioacchino Tamburini , arciprete di Bagnara dal 1813 al 1822, plurilaureato, poliglotta, scrittore e poeta. Ebbe funzioni di consultore del cardinal Bertazzoli in Parigi per la questione del matrimonio di Napoleone, del quale l'imperatore aveva chiesto l'annullamento. Fu inviato dalla Santa Sede in varie missioni, quindi fu promosso vescovo di Narni e di Terni. Fu infine trasferito a Cervia dove morì il 13 ottobre 1859.
 
Altro compaesano fu il dott. Pietro Marescotti , pretore a Crevalcore e a Budrio, "di pari fede alla Patria e misera e risorta, magistrato integro", come dice l'epigrafe sulla tomba, che tanto si adoperò per la costruzione del ponte sul fiume Santerno, inaugurato nel 1879, pochi mesi dopo la morte dello stesso Marescotti.
 
Zeno Galliani (1856-1930) lasciò un ottimo ricordo di sé come educatore, tanto che fu per oltre mezzo secolo, semplicemente il maestro dei bagnaresi, oltre all'organizzatore e segretario della società di mutuo soccorso tra operai. Gestì anche in proprio la tipografia del paese.

Diversi furono i musicisti in paese, a conferma di una vera passione in materia. La rinomata banda musicale bagnarese fu infatti fondata nel lontano 1845. Tra i paesani più illustri in materia va citato il professore di violoncello Ferdinando Beltrani (1903-1963), che insegnò a lungo nel conservatorio di Piacenza, il professore di flauto Silvio Gasparri (1884-1968), che suonò col maestro Toscanini, Vincenzo Massari (1905-1976), professore di violino che insegnò al conservatorio di Lecce, nonché Carlo Badioli (1912-1987) basso comico alla Scala di Milano.
 
Fu pure bagnarese la corista Anna Lolli (1888-1972), legata sentimentalmente al maestro Pietro Mascagni del quale fu ispiratrice e musa.
 
Fu bagnarese anche Giovanni Guerrini (1887-1972), architetto versatile, pittore, incisore. Fra i suoi meriti va annoverata la fondazione della Scuola di Mosaico ravennate, nonché la progettazione, assieme ad altri due colleghi, del "Palazzo della Civiltà Italiana", detto anche "Colosseo Quadrato" al quartiere EUR di Roma.
 
Infine, nato a Bologna, ma di consolidata origine bagnarese fu il dott. Antonio Morsiani (1924-1995), illustre figura di studioso di medicina, agraria e zootecnia. A lui si devono i primi studi genetici di miglioramento in campo frutticolo (a partire dagli anni '40 nel territorio bagnarese) nonché (sempre da quel tempo) la costituzione del più importante allevamento al mondo di Cani di S. Bernardo (vedi Villa Morsiani). Ciò, grazie ai figli, contribuirà fortemente a far conoscere Bagnara a livello internazionale.

 

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