Ucciso... come un cane!!! - Comune di Bagnara di Romagna

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Ucciso... come un cane!!!

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Ogni anno assistiamo ad episodi di avvelenamento degli animali, in particolare in primavera. Le esche avvelenate si ritrovano con maggior frequenza in campagna ma, in alcuni casi, anche in cortili privati e in parchi pubblici.  Nel caso di rinvenimento di bocconi avvelenati, o altro materiale sospetto, animali deceduti o con sintomatologia sospetta, occorre informare tempestivamente il proprio veterinario e le autorità preposte. Sono state definite le procedure da seguire in tutto il territorio regionale proprio per contrastare gli avvelenamenti di cani, gatti e animali selvatici, un fenomeno che non ha flessione e resta sottovalutato non solo rispetto alla crudeltà del gesto, ma anche nei rischi potenziali per la salute pubblica e per l’impatto ambientale.

Nella serata del 25 marzo  prossimo, presso il Salone Estense della Rocca,  l’amministrazione comunale intende informare, nella maniera più esaustiva possibile, la cittadinanza sul sistema attivato per le segnalazioni, fornire elementi utili alla prevenzione, riconoscere i primi sintomi di un avvelenamento e il soccorso.

Saranno presenti i Comandanti del Corpo Forestale dello Stato Gianpiero Andreatta, della Polizia Provinciale Lorenza Mazzotti, della Polizia Municipale di Lugo, Bagnara e S.Agata sul Santerno, Elena Fiore, della Regione Emilia Romagna Giuseppe Diegoli e dell’Azienda Sanitaria Locale Diana Venturini, oltre a Angelo Montanari, medico veterinario lughese.

Le nuove linee guida hanno lo scopo di rendere ancor più efficiente ed efficace il sistema per monitorare il fenomeno, favorirne la prevenzione e dare maggiore consistenza agli interventi di repressione.

Viene perciò introdotto un unico percorso operativo, a partire dalla raccolta dei reperti fino all’identificazione e all’analisi di bocconi avvelenati o di animali deceduti per sospetto avvelenamento, fino agli interventi di messa in sicurezza delle aree. Definiti compiti e ruoli di ciascuno dei soggetti coinvolti, vale a dire Servizi veterinari delle Aziende Usl, Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, Corpo forestale dello Stato, Amministrazioni Comunali. L’obiettivo è quello di pervenire ad una mappatura e al censimento degli avvelenamenti, dei prodotti tossici utilizzati, dei tipi di esca adottati.

La definizione di una procedura unica e uniforme in tutta l’Emilia-Romagna,  ha anche lo scopo di sviluppare un maggiore coordinamento nella vigilanza del territorio da parte delle forze di polizia. Il Comune di Lugo ha messo in campo questa iniziativa informativa e di sensibilizzazione rivolta ai cittadini, che riguarderà non solo la violenza dell’azione (la morte degli animali, provocata dopo enormi sofferenze), ma anche i rischi per la salute pubblica e per l’impatto ambientale; gli animali avvelenati, infatti, possono essere preda di altri animali e alcuni veleni, persistendo nell’ambiente, possono raggiungere le falde acquifere.

La Prefettura di Ravenna ha realizzato un importante tavolo di coordinamento tra le Istituzioni locali che, il 27 luglio 2009, hanno sottoscritto il protocollo per la gestione degli episodi inerenti il piano di controllo avvelenamenti.

I cittadini sono pertanto invitati ad attivare le procedure previste dal protocollo provinciale rivolgendosi prioritariamente al veterinario libero professionista di fiducia che deve redigere una “scheda segnalazioni”, informare il Sindaco e, nel caso di animale morto, conferire la carcassa all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, oppure al Servizio Veterinario A.U.S.L di Ravenna, al Corpo Forestale dello Stato, Comando Provinciale di Ravenna.

Anche i Comuni e le altre forze di Polizia nonché soggetti di vigilanza e controllo, sono tenuti a raccogliere le segnalazioni dei cittadini.

Come riconoscere i bocconi avvelenati

Polpette, fette di prosciutto, cotenne, colli di pollo, spugne: questo l’elenco non esaustivo delle insidie, tra le esche utilizzate negli avvelenamenti di cani e gatti o animali selvatici. Una tecnica da sempre utilizzata per la risoluzione delle controversie o per vendette di vicinato. In passato era anche consentita dalla normativa per eliminare la fauna selvatica (definita nociva) che poteva ostacolare l’attività venatoria o l’allevamento di determinate specie.

Sanzioni previste dalla normativa, la legge regionale 27/2000

Uccidere animali selvatici o animali domestici con esche avvelenate è punito con il carcere: da tre a diciotto mesi (articolo 544 bis del codice penale, modificato con la legge 189/2004). Il maltrattamento di un animale comporta la reclusione da tre mesi a un anno o la multa da 3.000 a 15.000 euro (articolo 544 ter, pena aumentata della metà se i maltrattamenti provocano la morte). L’articolo 674 del codice penale punisce chi getta sostanze tossiche nel suolo pubblico.
Con la legge 27/2000 (“Nuove norme per la tutela e il controllo della popolazione canina e felina”), la Regione Emilia promuove programmi e iniziative per contrastare atti di crudeltà e maltrattamenti nei confronti degli animali.

Mercoledì 23 marzo sotto le Logge del Pavaglione a Lugo è previsto un banchetto informativo presidiato dalle Guardie Zoofile.

 

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