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La Città » Bagnara da scoprire
Le fosse castellane e le mura
In tutta la pianura emiliana romagnola, Bagnara resta l'unico esempio di "castrum" medievale integralmente conservato. L'intero sistema difensivo fu approntato nel 1354 da Barnabò Visconti. Egli fece scavare un fossato attorno ad un muro di cinta, il tutto perfettamente visibile anche ai nostri giorni. Al castello si accedeva attraverso un'unica Porta. Le mura sono ancora oggi costeggiate, nella parte interna, dai quattro terragli, le vie ottenute con terreno di riporto, su cui, in caso di assedio, accorrevano i falconieri coi falconi e i balestrieri con le balestre per svolgere le rispettive funzioni. Non è possibile stabilire l'originaria profondità delle Fosse; ma sicuramente ancora nel Seicento vi stagnava l'acqua anche d'estate. Il loro prosciugamento fu deciso nel 1738, quando un tal Francesco Antonio Liverani s'impegnò ad eseguire quel lavoro, mediante colmata, ottenendo come contropartita il diritto di sfalciarvi gratuitamente l'erba per un quinquennio, e poi ancora di sfalciarla per un ulteriore quinquennio dietro pagamento di un modico canone. Negli ultimi decenni del Settecento nelle Fosse si praticava il gioco del Ballone.
Si racconta che nei primi decenni del Novecento stazionasse presso le Mura la mendicante Elvira Pomidori detta la Munàca, che si fingeva paralitica all'atto di chiedere l'elemosina, ma camminava speditamente quando se ne andava per i fatti propri. I più anziani dicono ancora che fa la Munàca chi si finge tonto per ottenere dei vantaggi. |